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Tessuti backlite: come far brillare le stampe


Ci piacciono gli allestimenti che fanno esclamare “wow!”. Nel caso delle stampe il segreto è riuscire a farle notare in mezzo a tante altre.
Le stampe su tessuti backlite partono avvantaggiate in questo, grazie al valore aggiunto della retroilluminazione.

La qualità, per risultati brillanti e vivaci, deve però accumunare il giusto mix formato da:

  1. Led impiegati per la retroilluminazione: fondamentale avere innanzitutto la giusta fonte luminosa;
  2. Tessuti backlite con un’ottima resa di stampa, con la migliore omogeneità nel veicolare la luce e caratterizzati da un tensionamento perfetto.


In questo post ci soffermeremo soprattutto su questo secondo aspetto.
Per svolgere la loro funzione di backlite, i tessuti devono “mascherare” i punti luce e diffondere uniformemente l’illuminazione, ricreando un effetto avvolgente.







I tessuti usati per realizzare le stampe retroilluminate sono davvero tanti, con pesi e finiture diverse… come orientarsi?

Questi i principali requisiti da ricercare:


Coprenza punti luce – un backlite di qualità deve coprire i led ma diffondere in modo omogeneo l’intera illuminazione; non si devono avere “flash luminosi” perché toglierebbero visibilità alla stampa invece di metterla in evidenza. Al tempo stesso non ci devono essere punti della grafica in ombra perché non sufficientemente raggiunti dalla luce.

Facilità di stampa – se si riscontra difficoltà nella fase di stampa (con tecnologia adeguata ovviamente), vuol dire che al prodotto mancano certe caratteristiche; ad esempio, il materiale che non scivola bene o gli inchiostri che non si depositano in maniera corretta sono indice di un supporto di scarsa qualità.

Antipiega – il trasporto dei tessuti stampati è semplice perché si possono piegare comodamente nelle scatole o nei contenitori, ma il problema non deve sorgere quando bisogna tendere il tessuto sulla struttura al momento dell’esposizione. Tessuti di cattiva qualità possono presentare pieghe che, oltre a disturbare l’osservatore, rovinano l’immagine stampata.

Brillantezza dei colori – il materiale che viene stampato deve enfatizzare la vivacità dei colori, questo è riscontrabile in tessuti di qualità.

Morbido/vellutato al tatto – un’altra caratteristica interessante è legata all’aspetto sensoriale: il tatto ci permette di capire quando un oggetto è bello o piacevole da toccare.

Antipiega – il trasporto dei tessuti stampati è semplice perché si possono piegare comodamente nelle scatole o nei contenitori, ma il problema non deve sorgere quando bisogna tendere il tessuto sulla struttura al momento dell’esposizione. Tessuti di cattiva qualità possono presentare pieghe che, oltre a disturbare l’osservatore, rovinano l’immagine stampata.

Brillantezza dei colori – il materiale che viene stampato deve enfatizzare la vivacità dei colori, questo è riscontrabile in tessuti di qualità.





Un esempio ricorrente, dove imbattersi in questi tessuti, sono i lightboxes, realizzati tramite telai in alluminio, accessoriati con led e completati da stampe soft signage.

Per saperne di più visita la pagina dedicata ai textile frame, presente sul sito Su Misura.

Altre possibili applicazioni per tesuti backlite come ad esempio: Banchetto retroilluminato


Compreso il ruolo imprescindibile di un impianto luminoso adeguato e di tessuti backlite di qualità, per ultimare il connubio perfetto è importante allestire la stampa con tensionamento privo di pieghe. E’ qui che entra in gioco la fettuccia siliconica, nota anche come keder. Questo “gommino” viene cucito sul perimetro delle stampe e in fase di montaggio, semplicemente con un dito, viene inserito nell’apposita sede dei telai textile frame. Questo sistema, grazie alla qualità del risultato finale e alla facilità di installazione, è diventato la soluzione più ricorrente per confezionare i teli, spece quando i cambi stampa sono previsti con frequenza.



Nei laboratori Su Misura eseguiamo quotidianamente la cucitura del keder, anche conto terzi, su stampe dei clienti.

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